Dosso dei Galli autunnale

Dopo la fantastica escursione di sabato scorso al Monte Lesima, mi è venuta un’insana voglia di salire agli ex-radar NATO del Dosso dei Galli (2.126mt.) in questa stagione autunnale per ammirarne i colori particolari. Sono le 5.45 di sabato 7 ottobre quando, insieme all’amico Rick, partiamo da casa, almeno per un’ora e mezza saremo al buio. Dopo il forte vento di ieri sera la temperatura è calata enormemente; partiti a 11°C già a Concesio siamo a 8°C. Il vento di termica soffia forte contro di noi e il freddo percepito è ancor più intenso. Procediamo convinti verso l’alta valle oltrepassando i paesi in successione: Villa Carcina, Sarezzo, Gardone Val Trompia, Marcheno (video 44″). Siamo già a 4°C, da qui iniziano i tratti senza illuminazione stradale e la luna piena insieme alle mie potenti luci anteriori ci guida verso Bovegno. Passato il borgo la luce del giorno inizia a rischiarare la valle, ora i gradi sono 2°C! Ci fermiamo un istante, Rick riposiziona i copri-scarpe e ripartiamo. Attraversiamo Collio e ci dirigiamo a San Colombano, da qui inizia la parte dura della salita, sono quasi 9km al 9% di pendenza media per arrivare al bivio appena sotto il passo Maniva  e altri 8,4km con media del 5,4%, ma estremamente incostanti con lunghe rampe tra il 10% ed il 12% per giungere al Dosso dei Galli.

Sono circa le otto, siamo già oltre San Colombano, pendenza attorno a 11% e suona il telefono di Rick. ‘Agnoli’ vuole sapere dove siamo, prima di recarsi al lavoro. Risposta eloquente: ‘Passato San Colombano! Neanche per venire a sciare al Maniva eravamo già qui a quest’ora!?!’. Ribatte la Cri: ‘Tutto bene, fa freddo?”. Rick: ‘Siamo in salita all’undici e ci sono 0°C!’. Proseguiamo lentamente, ma con costanza (video 45″). Non so quanti watt sto usando per mantenere la temperatura corporea nella norma, ma sono molti. In poco meno di un’ora siamo al bivio appena sotto il passo Maniva; abbiamo deciso di non fermarci per le fotografie lungo la salita per non raffreddarci ulteriormente. Le faremo al ritorno. Proseguiamo verso il Dosso dei Galli, finalmente il sole illumina i monti; purtroppo leggere velature ad est lo nascondono spesso impedendo al suo irraggiamento di riscaldarci un poco (video 1’35”). Arrivano le prime rampe al 12% ed anche il forte vento, siamo ormai costantemente vicini al crinale. Facciamo davvero fatica ad andare avanti; infatti alla difficoltà della pendenza si aggiungono energiche raffiche frontali che ci rallentano ulteriormente. La temperatura glaciale ed il vento, che penetra attraverso le nostre giacche, ci stanno raffreddando sempre di più, nonostante lo sforzo intenso che dovrebbe mantenerci caldi . Al tornante sopra il rifugio Bonardi guardo il  Pozzone, in una sola notte sotto zero l’acqua di superficie è già ghiacciata. Sulla seconda rampa oltre 10% di pendenza Rick perde qualche metro. Siamo tra il monte Dasdanino e il Dasdana,  si inizia a vedere il lago di Garda! L’orizzonte è così limpido che si distinguono perfettamente tutte le vette dell’appennino e la pianura padana è un orribile lago di inquinamento marroncino! Non ce la faccio mi devo fermare e scattare almeno due fotografie prima di giungere ai radar.

Rick mi ha superato, proseguiamo verso il Dosso dei Galli, ora alla nostra sinistra verso nord si distingue chiaramente il ghiacciaio del Bernina. Non mi fermo, troppo freddo. Finalmente la meta, il cancello davanti all’ultima corta rampa che porta alla ex base NATO. Purtroppo scopriamo che questo fine settimana la zona è interdetta a causa di una partita di softair, infatti il luogo brulica di uomini in assetto tattico pronti ad impallinarsi con proiettili di gomma. Pazienza, mangiamo un fruttino, mettiamo i guanti e ripartiamo. Io cerco di scendere al Maniva senza mai fermarmi per abbreviare il tempo al gelo (video 39″). Giungo primo, entro ed ordino due cioccolate calde con crostata. Entra anche Rick, iniziamo a spogliarci ed appoggiamo gli indumenti vicino al fuoco. Dopo quasi quattro ore di pedalata siamo madidi del sudore che la temperatura vicino allo zero ci ha ghiacciato addosso.

Con calma sorseggiamo la cioccolata bollente, ci scattiamo alcune fotografie, le inviamo a casa a testimonianza del freddo e ripercorriamo con orgoglio le ultime ore. Il tempo vola, quando ripartiamo, completamente rifocillati e riscaldati, è passata un’ora esatta! Ora prima di scendere chiedo a Rick di spostarci nel piazzale sul versante di Bagolino per scattare alcune istantanee.

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Si scende, la temperatura è risalita fino a 8°C ed io mi fermo più volte per fotografare tutto ciò che prima non avevo potuto e voluto catturare a causa del freddo (video 45″).

Passato San Colombano, inizia una lunga cronometro fino a Ponte Zanano, interrotta soltanto dalla svestizione della mantellina di Rick. Qui svoltiamo a destra in via Patrioti per abbandonare la ex statale e spostarci sulla riva ovest del fiume Mella. Attraversiamo le frazioni di Noboli, Cogozzo, Villa, Cailina senza più ritornare sulla trafficata strada della val Trompia. A San Vigilio ci infiliamo sulla ciclabile del Mella, una strada bianca ben tenuta che ci consente di arrivare in città costeggiando il fiume e senza traffico (video 18″). Alle soglie di Brescia il termometro del GPS supera finalmente i 20°C, gongolo sotto al sole che ormai splende alto nel cielo, ma per scaldarmi ci vorrà il successivo bagno bollente. Prima di lasciarci diamo un’occhiata ai dati del ciclo-computer, 121km e 2.181m di dislivello, temperatura media 6°C, più di tre ore consecutive vicino allo zero. Ricordiamo la partenza notturna, la risalita lungo tutta la valle sempre più stretta e tortuosa, i meravigliosi e gelidi scenari autunnali del Maniva e del Dosso dei Galli ed infine il tepore del rientro.

Che freddo, ma che emozioni!

Felice di averle condivise con Rick, da solo avrei abbandonato!

 

Descrizione dettagliata su Strava:Cicloturisti!@DossoDeiGalliAutunnale

Video: Valtrompia di notte,  Ciclabile del Mella,  Maniva salita,  Maniva discesa,  Dosso dei Galli salita,  Dosso dei Galli discesa

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Dosso dei Galli con Francesco

Siamo ai primi di giugno e le temperature si sono ormai alzate, stiamo decidendo al telefono il giro per domenica e Francesco esterna un suo desiderio: arrivare ai radar della NATO. L’idea mi intriga molto e la approvo prontamente, resta solo da definire da quale versante arrivare, optiamo per quello di Bagolino.

Domenica 7 giugno partiamo all’alba in direzione delle coste di S.Eusebio. Questa per me è una gita molto particolare. Francesco è il mio migliore amico, nonché testimone di nozze, ci conosciamo dall’età di sei anni ed abbiamo condiviso molte passioni, ma soprattutto è colui che mi ha avvicinato al mondo della bicicletta nel lontano 1993 e che mi ha fatto scalare per la prima volta una delle salite simbolo del bresciano: le coste di S.Eusebio. Le cose evolvono ognuno si crea una famiglia, le priorità cambiano e quindi passano più di dieci anni dall’ultima volta che io e lui pedaliamo insieme per un giro così lungo e impegnativo, ma per noi è come se l’ultimo tour fosse stato l’altro ieri.

Dunque saliamo verso le Coste, proprio come ventidue anni fa, passiamo Preseglie e ci fermiamo per una sosta idrica a Lavenone proprio come allora. A S.Antonio lasciamo il lago d’Idro sulla destra per iniziare l’ascesa verso passo Maniva. Giunti a Bagolino ci fermiamo a rifornirci d’acqua ed a mangiare un paio di barrette nel parco pineta vicino all’inizio della vera salita: 11 km con pendenza media dell’ 8% ed un tratto finale con pendenze sopra il 14%. Si parte all’ombra di un bellissimo bosco dove qua e là si scorgono gustose fragoline di bosco. Sin da subito la salita si fa impegnativa e le chiacchiere si diradano, Francesco preferisce il silenzio nei momenti di massimo sforzo. A circa quattro chilometri dalla vetta ci separiamo, ognuno procede con il suo passo. In vetta al passo scopriamo che oggi parte una granfondo di MTB proprio dal piazzale del Maniva. Ci fermiamo qualche minuto in più per guardare la partenza della gara, inoltre il meteo oggi è eccezionale, il cielo è terso, la visibilità incredibile e così ne approfittiamo per ammirare il panorama. Una volta vista la partenza ricominciamo a pedalare anche noi, ci mancano ancora 8 km al 5% di media prima di giungere alla postazione dei radar. In realtà la pendenza media inganna molto, infatti la strada prosegue con lunghi tratti oltre il 10% alternati da corti falsopiani. Arrivati sul crinale vicino ai radar ci si presenta una vista mozzafiato. Da un lato i laghetti degli alpeggi, la val Camonica e i monti della Presolana dietro di lei, dall’altro lato la valle di Bagolino, il monte Caplone e  il Tombea.

Ma la più grande sorpresa è la vista del lago di Garda, nel cui centro si riesce a distinguere la penisola di Sirmione! Pensare di essere a 2.000m vicino al passo di Crocedomini e vedere la penisola di Sirmione a quasi dell’incredibile.

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Lago di Garda, Sirmione (a centro sinistra una linea in mezzo al lago che termina all’inizio delle cime più vicine)

Francesco mi chiede una fotografia a suggello di una giornata perfetta e non posso certo negargliela.

Ripartiamo, ormai non ci resta che affrontare la discesa fino a Collio e da lì il solito ventaccio soffocante che risale la val Trompia e che ci farà compagnia sino alla porta di casa. Anche questa volta un meteo meraviglioso ha fatto da cornice ad un’escursione e ad una compagnia che, già di loro, erano stupende. Grazie Francesco.

Dati tecnici e gps su: Coste-Bagolino-P.so Maniva-Dosso dei Galli-Collio-Bs