San Michele tra il gelo della val di Sur e il tepore della riviera gardesana!

Oggi è sabato 14 gennaio, ieri è nevicato un poco anche in pianura, le temperature rigide della notte hanno ghiacciato la maggior parte delle strade, per questo decido di recarmi nella mia Salò in auto per partire direttamente da lì per il mio giro. La scelta si rivela da subito indovinata, mentre percorro la statale per il lago le temperature scendono fino a -4°C. Magicamente nell’avvicinarmi a Salò iniziano a risalire e quando parcheggio l’auto siamo già sopra lo zero, precisamente 2°C. Ad un quarto alle nove aggancio il pedale e parto. Come spesso accade decido di attraversare il lungolago in bicicletta e fin da subito capisco che oggi sarà una di quelle giornate da incorniciare: cielo limpido, acqua cristallina, aria frizzante, qua e là qualche mucchietto di neve ghiacciata (raramente succede) e all’orizzonte il monte Baldo finalmente imbiancato. Uscendo dall’abitato mi dirigo verso la salita di Serniga che porta poi a San Michele di Gardone. Decido di affrontare subito la salita, sia per riscaldarmi, sia per godere, fin da subito, di questi paesaggi fiabeschi. Sì, perché il basso lago di Garda raramente si imbianca. Vedere la neve consernigatrapporsi all’acqua del lago è, di per sé, raro e suggestivo. Il ‘ Serniga’ o ‘S.Michele da Salò’ è una salita non troppo difficile, anche se richiede un minimo di allenamento per essere affrontata. In totale sono 3,6km con pendenza media del 7,5% punta massima del 12%. Si inerpica sopra la frazione di Barbarano con tornanti panoramici in cui filari di cipressi si alternano a vedute panoramiche del lago. Già sul primo tornante non resisto alla tentazione e mi fermo per immortalare questa giornata straordinaria; oggi il responso cronometrico non mi interessa; questi sono paesaggi che devono essere gustati dall’inizio alla fine.

Riparto e continuo la lunga serie di tornanti meravigliandomi ad ogni pedalata di quello che sto vedendo, io che Salò la vivo da quando sono nato non ero mai riuscito a salire il Serniga leggermente imbiancato. Procedo lentamente quasi volessi prolungare questa visuale per meglio fissarla nella mia memoria, saltuariamente mi immagino quale scenario mi si potrà presentare una volta giunto sull’altipiano all’imbocco della val di Sur; là sicuramente ci sarà neve sui prati, le correnti fredde che scendono dal monte Pizzocolo rendono la località di San Michele fresca anche d’estate. Giungo in prossimità del primo scollinamento e in un tratto d’ombra compaiono le prime lastre di neve ghiacciata, le affronto con cautela e quando arrivo al bivio per San Bartolomeo non me la sento di salire a sinistra. Se c’è neve ghiacciata qui, non è saggio proseguire su una salita che presenta pendenze al di sopra del 15%. Proseguo in direzione S.Michele e dopo la curva entro nel ‘revers’ (rovescio, i.e. lato nord) come mi diceva mio nonno Battista. La strada è completamente imbiancata e solcata dalle traccie degli pneumatici degli autoveicoli che sono già passati di là. Con un po’ di timore, io non sono un gran discesista e soprattutto non ho confidenza con tutto ciò che è scivoloso e sdrucciolevole, attraverso il rettilineo e giungo alla curva successiva, una volta completata prendo fiducia, l’aderenza delle gomme è stata buona, proseguo, ma poco dopo devo fermarmi a fotografare quei luoghi a me così noti e che oggi appaiono così strani e inusitati.

Riparto, la temperatura è già scesa a 0°C, dalla prossima curva la vista si aprirà sulla val di Sur e sulla cima del Pizzoccolo. Sono ansioso, le aspettative ormai sono alte e non saranno deluse. Panorami meravigliosi! A sinistra i monti innevati a destra il lago incendiato dal sole mattutino.

Mi fermo, scatto numerose fotografie, respiro profondamente quest’aria frizzante e cristallina, mi inebrio di gioia e vengo colto da un raptus, lascio la bici distesa a terra e decido di fotografarla così, appoggiata sulla neve.smneve12

Rinsavisco, rimonto in sella e riparto, mi attendono i tratti più impegnativi del ‘revers’, non ho il tempo di catturare immagini, sono troppo impegnato a stare in piedi, ora la strada è in discesa e non posso permettere che la bici prenda velocità! Quando finalmente entro in paese ed esco dal tratto ghiacciato la temperatura è scesa a -3°C. Sono all’imbocco della val di Sur, ovviamente, procedo sulla strada principale in direzione lago. Opto per la discesa verso Supiane, per poi risalire da Gardone. Entrambi i versanti sono quasi completamente al sole e si affacciano sul lago e penso che non ci saranno grossi problemi di ghiaccio. Infatti nonostante le pendenze che portano a Supiane siano in doppia cifra l’asfalto è quasi ovunque asciutto. Prima di entrare nel borgo, all’inizio di un lungo rettilineo che sembra un trampolino per il salto con gli sci, ho una vista spettacolare sul monte Baldo e sul lago.

Riparto, oltrepasso Supiane e mi dirigo verso il Vittoriale di Gardone, ma giunto all’incrocio, non giro a destra per risalire a s.Michele bensì svolto a sinistra per scendere fin quasi alla statale e girare a sinistra sulla vecchia strada che passandSanMichele(vecchiastrada)o dal municipio torna al Vittoriale (vedi San Michele vecchia strada). Da qui ritornerò parzialmente sui miei passi ed arriverò nuovamente in vetta a San Michele. Anche su questo versante di salita, il più dolce tra tutti (5,7km al 5,1%) i panorami sono normalmente meravigliosi, ma con l’aggiunta di questa spolverata di neve e con un cielo così terso sono incredibili. Nuovamente sono costretto a fermarmi ad immortalare questi panorami.smneve6
Riparto e completo la salita senza ulteriori fermate, ma guardandomi attorno come se vi salissi per la prima volta. Inaspettatamente in alcune curve, ancora in ombra, trovo ancora neve ghiacciata, ma sono piccole zone e non mi destano preoccupazione neanche per la successiva discesa; sì perché di affrontare il falsopiano ghiacciato per ridiscendere da Serniga (questo era il progetto iniziale) non se ne parla proprio. Giunto alla fontanella di San Michele decido di arrivare fino alla chiesa da cui si gode di una vista incredibile. Per farlo devo scendere dalla bicicletta e percorre gli ultimi metri del ciottolato innevato a piedi. Un po’ di narcisismo ed ecco anche questa fotografia è scattata.

Ora inizio la discesa, ma sul primo tornante c’è un punto che mi aveva colpito molto nel salire ed avevo deciso che mi sarei fermato a fare un paio di istantanee e cosi faccio.

Riparto, è già tardi, tra fotografie e discese ghiacciate ho perso veramente tanto tempo, ora non mi resta che scendere a Gardone Sopra, percorrere la strada alta che conduce alla frazione di Morgnaga (giusto per evitare qualche chilometro di gardesana) e ritornare a Salò, anche oggi consapevole di avere beneficiato di una giornata di grazia e certo di aver catturato con la mia fotocamera delle istantanee difficilmente ripetibili. I miei genitori, da giovani, videro la neve scendere la notte di Natale all’uscita del Duomo di Salò, io ora posso dire di avere visto neve ghiacciata in una giornata di sole ‘primaverile’ sulla riviera gardesana.

 

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Inversione termica, skyline e promesse mantenute

È giovedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata, anche oggi non siamo riusciti a far combaciare i nostri impegni, per cui ognuno esce in solitaria. Sono le otto di mattina ed io parto verso la mia meta invernale preferita, l’altopiano delle Cariadeghe a Serle. Il perché mi piaccia tanto scalarla d’inverno lo scoprirete nel prosieguo. Che avrebbe fatto decisamente freddo questa mattina lo si sapeva già dalle previsioni meteo di ieri. Infatti, appena uscito di casa, il joule gps segna 0°C, giusto il tempo di scendere lungo via Turati ed è a -2°C. Oggi è il test definitivo del nuovo completo invernale che abbiamo fatto realizzare come Cicloturistiforever; già ieri in pausa pranzo ero salito sul San Giuseppe, ma a mezzogiorno, con il sole e per tre quarti d’ora soltanto era facile non sentire il freddo. Oggi con una salita di dieci chilometri ed altrettanta discesa il test sarà completo.

La descrizione della giacca Mossa dichiarata da Parentini promette “Il sistema “Storm Shield ”: Traspirante, Protettivo, Elastico e Coibente è un Tessuto leggero, Antivento, Impermeabile ed Idrorepellente, che grazie alla membrana Windtex, protegge e scalda allo stesso tempo. I capi possono essere utilizzati con temperature che vanno dal sottozero a +18°C”.

Mentre procedo spedito verso Botticino, comune da cui inizia la salita, le temperature continuano a scendere fino ad arrivare a -5°C. Sì decisamente la nuova giacca sarà messa a dura prova. Finalmente inizio la salita e come d’incanto ad ogni tornante guadagno 1/2°C. Adoro l’inversione termica nelle gelide giornate invernali! Dopo i primi due chilometri di salita la temperatura è già risalita a 2°C, uno sbalzo termico di 7°C in poco meno di 200m di dislivello! Ecco perché questa è la mia salita invernale e perché noi abbiamo soprannominato l’altipiano delle Cariadeghe: lido delle Cariadeghe. Questa salita, rivolta completamente verso sud-est, d’inverno è costantemente esposta al sole; questo la rende sempre molto più calda della pianura sottostante che spesso, in questo periodo, è avvolta da una coltre di nebbia. Io continuo nella mia scalata, mentre salgo sudo parecchio e produco molto calore, il freddo che sentivo in partenza ormai è sparito. Adesso e per tutto il tempo che starò in quota starò bene, già lo so. I conti si faranno in discesa. La giornata è meravigliosa, il cielo terso ed arrivato in cima non posso che iniziare la mia serie di fotografie per immortalare i paesaggi e la nuova maglia.

Proseguo nel mio giro attorno all’abitato di Serle e mi porto al punto panoramico da cui si domina tutta la pianura padana ed il basso lago di Garda. Nuovamente mi fermo per ulteriori istantanee della giornata e per cambiare i guanti; in salita preferisco dei guanti da runner caldi, ma leggeri, per la discesa sono pronti i guantoni imbottiti Mavic.

Riparto, sento il sudore ghiacciato sulla schiena, penso che questi dieci minuti pinvterm2assati a fare fotografie li pagherò con gli interessi lungo la discesa. Inaspettatamente all’uscita di Serle trovo uno dei cervi, che talvolta fotografo, brucare l’erba a ridosso della staccionata. È la prima volta che è così vicino, solitamente i cervi scappano non appena sentono qualche rumore. Oggi no ed io ne approfitto mi fermo e chiacchiero con lui.invterm1Ora sì che mi sono raffreddato davvero, con questa sosta nell’ultima mezz’ora ho passato più tempo fermo che pedalando. Inizio il rientro, fortunatamente prima della discesa c’è ancora un po’ di falsopiano per poter far ripartire il metabolismo. Il sole ora irradia calore, la temperatura è salita a 6°C. Inizia la discesa e tutto procede bene, in breve sono a San Gallo (metà discesa) e l’unica parte del corpo infreddolita è il naso. Oltrepasso l’abitato ed una corta salita mi aiuta a riscaldarmi ancora, riprende la discesa, lascio andare i freni (non troppo!) arrivo oltre i 55km/h e non sento il freddo tranne che al naso, ormai è surgelato! Giungo a Botticino e le temperature ritornano sotto lo zero, maledetta inversione termica! Veloce mi dirigo verso Brescia in modo da riscaldarmi con il movimento. Guardo il gps, dislivello totale 870m, ma io voglio arrivare a 1.000m quindi decido di salire al Castello Cidneo da entrambi i versanti per conquistare il mio obiettivo. Fatto! Ora il gps segna 1.020m di dislivello posso tornare a casa. Scendo verso via San Faustino ed è qui che, grande sorpresa, trovo una maglia Cicloturisti che sta salendo, è quella di Marco A. Caccio un urlo “Vai che mi giro io!”. Lo raggiungo, Marco è appena partito da Gussago, gli chiedo di salire fino al ponte levatoio, nonostante l’ultima rampa, in modo da poterci fare  delle fotografie con la maglia. Così facciamo e troviamo una coppia gentile che ci scatta anche una istantanea assieme.

Mentre guardo l’orizzonte faccio notare a Marco che la leggera foschia  della pianura combinata con il cielo terso fa risaltare ancora di più lo skyline di Brescia. Proprio quel disegno che noi bresciani doc abbiamo voluto immortalare sulle nostre maglie e così viene naturale scattare una foto della maglia e del vero profilo  degli edifici di Brescia.

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Skyline sulla maglia, nel cuore e all’orizzonte!

Manca poco alle undici ed io devo scappare, avevo promesso quella come ora del rientro. Inversione termica, funzionalità nuova giacca Cicloturistiforever: Promesse Mantenute!

Dettagli su Strava: Cicloturisti!@Lido:inversione termica da paura 😮 SanGallo,Serle batte Botticino 3°a -5°

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