Giro dei tre laghi con Rick (Garda, Ledro, Idro)

È venerdì 15 luglio io e Rick siamo al telefono per decidere il giro del giorno seguente. Alla fine ognuno concede qualcosa all’altro e si definisce il percorso sarà: Tignalga, Ponale e Valdegagna. Come un Lego Creator 3 in 1: tre giri in un solo giorno. L’indomani il ritrovo è a Salò alle 7.00 entrambi puntualissimi: io parto da Polpenazze in bici, Rick arriva in auto da Brescia. Partiamo con qualche minuto di anticipo, ovviamente, ci concediamo di percorrere tutto il lungolago prima di infilarci nella ss45bis Gardesana occidentale. Anche oggi il clima è eccezionale, aria fresca che scende da nord, vento forte e teso che agita il lago per il piacere dei velisti e rende il cielo terso e limpido, sole caldo e piacevole.

Risaliamo verso Gargnano e ci accorgiamo che il vento così forte ci rallIMG-20160717-WA0012enta alquanto nel nostro movimento verso l’alto lago, ma poco importa noi siamo cicloturisti: la giornata è tutta dedicata alla bicicletta. Prima di giungere a Gargnano deviamo per la frazione di Villa, porticciolo incredibile, passaggio obbligato, per noi. Proseguiamo verso la vecchia gardesana, ora pista ciclabile (spesso chiusa), in modo da evitare la prima lunga galleria. Nell’iniziare a prendere quota ci accorgiamo subito che oggi potremo godere di panorami mozzafiato o, come dico io, da sindrome di Stendhal! A metà ci fermiamo a fare qualche fotografia: impossibile resistere!

Rientrati sulla gardesana attraversiamo una galleria e prendiamo a sinistra la strada per Tignale, man mano che saliamo i paesaggi si fanno ancor più belli, giunti al Belvedere, sul tornante poco prima del centro di Tignale, ci fermiamo per altre istantanee e chiediamo gentilmente ad un turista di farci una fotografia.

Alla ripartenza Rick mi racconta della suo passato da surfista, di come sia stato tra i pionieri del windsurf sul Garda alla fine degli anni settanta. Oggi sul lago spira un vento meraviglioso e scorgo un po’ di compiaciuta malinconia nelle descrizioni della sua adolescenza, mentre pensa a quanto ci si potrebbe divertire là in mezzo al lago. Dopo avere attraversato la frazione di Oldesio lasciamo il lago per addentrarci nella valle del torrente San Michele, il paesaggio cambia come ho già descritto ampiamente nell’articolo sulla Tignalga (Tignalga in solitaria). Come sempre nei miei giri in compagnia il silenzio non è contemplato, la conversazione è continua e lo si nota anche dai tempi un poco più alti del solito, ma va bene così: godere di questi meravigliosi paesaggi confrontando le nostre storie passate è per entrambi motivo di grande gioia. La strada si fa più impegnativa le pendenze ora sono sempre in doppia cifra: noi rallentiamo, ma zitti certo non stiamo! Finalmente siamo saliti sull’altopiano di Tremosine, ci fermiamo per rifornirci di acqua e mangiare qualcosa e ne approfittiamo per fotografare il monte Tremalzo.

Proseguiamo verso Pregasio,  da dove si riprende la vista del lago, il panorama si fa ancor più spettacolare: di fronte a noi il monte Baldo, su di esso si distinguono chiaramente i tagli a zig zag della salita a Prada Alta (punta veleno) e noi fantastichiamo su un futuro giro che includa quella salita.

Ci dirigiamo verso la frazione di Pieve da dove si gode una meravigliosa vista a strapiombo sul lago: la terrazza del brivido. Sono le 9.30 ed un cappuccio con brioches ci sta proprio tutto, ma non prima di esserci fotografati insieme in questo luogo meraviglioso e le battute a doppio senso tra di noi si sprecano.

Dopo esserci rifocillati ripartiamo alla volta della frazione di Vesio da dove devieremo a destra verso la ripida discesa verso Limone. Qualche chilometro di salita, mai impegnativa, ma spesso panoramica e ci tuffiamo verso il lago. Poche centinaia di metri e urlo a Rick di fermarsi: ho visto un luogo dove scattare fotografie incantevoli.

Adoro la fotografia che mi ha scattato Rick mentre, di spalle, ero intento nell’immortalare il panorama; la trovo simbolica del mio modo di interpretare il ciclismo. Inforchiamo le nostre specialissime un paio di chilometri in discesa e mi fermo ancora, non senza essere apostrofato con un “Mog tu sei pericoloso, quando fai così!” in effetti non avevo dato molto preavviso della mia fermata.WP_20160716_10_06_56_Rich Giunti nuovamente sulla gardesana non possiamo che osservare il bellissimo golfo che racchiude l’abitato di Limone. Chiedo di fermarmi ancora, Rick sbuffa un po’, sostiene che sono fotografie banali da cartolina, ma io ribatto che servono per documentare la fantastica giornata che abbiamo trovato e quindi è corretto che siano didascaliche.

Iniziamo a percorrere il tratto di strada che il giorno prima aveva suscitato qualche perplessità da parte mia: le gallerie che conducono a Riva del Garda. Colpevoli sicuramente i miei ricordi di infanzia, ho sempre evitato le gallerie dalla gardesana. Debbo dire, invece, che le nuove gallerie che conducono a Riva sono tutte luminose o ben illuminate ed anche abbastanza larghe. Inoltre il traffico sostenuto fa si che gli autoveicoli spesso siano più lenti di noi e questo li rende ancor meno pericolosi. Giungiamo finalmente a Riva ed usciti dall’ultima galleria svoltiamo bruscamente a sinistra per aggredire la Ponale. La prima e unica volta che la feci fu in discesa e mi dissi: mai più! Gli ultimi due chilometri sterrati, tranne che nelle gallerie, furono piuttosto fastidiosi con le ruote che andavano dove volevano loro e il rischio di tagliare il copertone sempre presente. In realtà, devo dare atto a Rick che aveva ragione, in salita lo sterrato è decisamente più gestibile. Infatti il problema più grande si è rivelato essere l’eccessivo traffico di mtb e trekking che ci costringevano a ritmi poco consoni ai nostri rapporti da  bici da corsa. A metà dello sterrato ci fermiamo per immortalare ancora questo paesaggio, questa giornata clamorosa e questa strada letteralmente intagliata nella roccia.

Ripartiamo, non senza difficoltà visto il terreno sdrucciolevole, finalmente ritorniamo sull’asfalto con mio grande sollievo. Dopo un paio di tornanti è il momento di fare ancora un paio di scatti prima di abbandonare definitivamente la vista del lago di Garda.

Lasciamo l’antica via Ponale e ci immettiamo sulla strada che conduce al lago di Ledro, Rick ricorda come questi sei chilometri di salita, quasi sempre dritta in mezzo al verde dei prati, siano piuttosto noiosi e gli siano apparsi interminabili l’ultima volta che li percorse. Finalmente giungiamo al lago di Ledro, il secondo del nostro giro, optiamo per il lato alla nostra sinistra, la strada è più panoramica e scarsamente trafficata.

Dopo aver costeggiato il lago con i suoi innumerevoli piccoli saliscendi ci fermiamo ad un chiosco per un panino ristoratore, d’altro canto è ormai mezzogiorno e siamo decisamente stanchi di ‘fruttini’ e barrette.

Dopo questo fantastico panino con salame e formaggio di monte ripartiamo alla volta del Passo d’Ampola. In realtà, essendo noi già sull’altopiano del lago di Ledro, abbiamo da percorre una strada solo in leggera salita e, per una volta, anche con il vento a favore. Prima di scollinare guardiamo alla nostra sinistra la strada che conduce al passo Tremalzo, realizziamo che solo qualche ora prima eravamo esattamente dal lato opposto di questa montagna e questo ci fa sorridere.IMG-20160717-WA0008 Inizia la discesa verso Storo ora il vento e contro e sarà così fino alla fine. Mentre scendiamo guardiamo aprirsi davanti a noi le valli Giudicarie, giunti sulla statale del Caffaro svoltiamo a sinistra per rientrare in provincia di Brescia ed andare a costeggiare per intero il terzo lago del nostro giro: il lago d’Idro. Grazie anche all’ora di pranzo la strada è completamente libera ed arriviamo ad Idro incrociando pochissime autovetture. Durante questo tratto di strada lancio a Rick una proposta, ciclisticamente, indecente: perché non farlo diventare il giro dei quattro laghi salendo da Capovalle e scendendo lungo il lago di Valvestino? No, il giro è stato creato così, si sale a Treviso Bresciano (Cavallino Fobbia accorciato) e si scende in Valdegagna per arrivare a Vobarno come da programma. Eppoi c’è Agnoli che aspetta Rick in spiaggia a Salò, mica possiamo farla aspettare troppo? Inizia la salita per Treviso: è tosta e lo sappiamo entrambi, la conosciamo bene, le pendenze sono sempre in doppia cifra e percorrerla dopo più di 120km e con 2.000m di dislivello nelle gambe non è propriamente quella che si suol dire ‘una passeggiata’. Dopo circa tre chilometri di salita prima di abbandonare il lago d’Idro c’è un punto panoramico con una panchina dove più volte mi sono fermato a fare una fotografia al lago, ma credo di non essere mai riuscito a trovare  un cielo così limpido ed una vista così profonda verso le montagne del Brenta.

Dopo la sosta riprendiamo la salita, prima attraversiamo le due frazioni di Treviso B. e poi ci inerpichiamo sul tratto più duro: un paio di chilometri con pendenze spesso al 15%. Arriviamo al bivio e prendiamo a destra per Eno, ci fermiamo ad una gelida fontanella a rinfrescarci: ormai le ore di bici sono quasi otto ed il caldo delle due del pomeriggio comincia a farsi sentire. Corroborati iniziamo la discesa: il primo tratto molto ripido, sdrucciolevole e con qualche buca di troppo, dopo Eno decisamente meglio. Siamo a Vobarno in Valsabbia, ma, si sa, a me le statali proprio non piacciono ed allora attraversiamo il fiume Chiese, prendiamo la strada per Pompegnino , poi per Roè, scendiamo a Volciano e ci ritroviamo a Salò senza avere fatto un metro di strade trafficate. Anche Rick è soddisfatto, apprezza molto la mia ricerca di strade alternative per stare nel traffico automobilistico il meno possibile e per poter godere dei paesaggi nella più assoluta tranquillità. Ormai siamo vicini alla spiaggia della conca d’oro, anche stavolta il giro è stato entusiasmante, anzi forse qualcosa di più: la fortuna di una giornata dal meteo incredibile, il percorso lungo ed impegnativo (per me da Polpenazze saranno 164km e 3.065m disl.), le innumerevoli storie che ci siamo raccontati, i numerosi ‘colpi di Stendhal’, hanno reso questa una gita indimenticabile, densa di emozioni che ci rimarranno per sempre nell’animo. Saluto Rick, Agnoli lo sta aspettando, proseguo per le Zette, io ho ancora un piccolo dislivello da percorrere prima di arrivare, ma ho anche un’ultima fotografia da scattare quella della mia Salò in una giornata così clamorosamente spettacolare.WP_20160716_15_12_47_Rich  Grazie Rick!

Per i dettagli tecnici: @Cicloturisti: Il giro dei Tre Laghi con variazioni ovvero Tignalga – Ponale – P.so d’Ampola – Valdegagna.

 

 

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