(I’m going) Alone to Alone

A volte, scherzosamente, vengo apostrofato dai miei amici per essere troppo “british”. Beh! direi che questo titolo è decisamente di “british humor”. Sono le sei e trentotto della domenica di Pasqua e prima degli impegni famigliari ho il tempo per un giro in solitaria. La giornata è splendida, il temporale della notte ha liberato il cielo, io decido di affrontare una delle salite meno conosciute della nostra provincia: la cementata che porta da Casto a Lodrino attraversando la valle Duppo. Mi dirigo rapDuppo01ido, ma senza forzare verso le coste di S.Eusebio; poco prima di scollinare, alle spalle del monte Ucia fa capolino la luna che sta per tramontare. Non appena termino la salita mi fermo per immortalare quest’inusuale vista del nostro satellite all’alba. Riparto scendendo a Odolo, prima di entrare nell’abitato svolto a sinistra e ricomincio a salire prima verso Agnosine ed a seguire verso Bione, entrambe corte e doDuppo06lci salite. In prossimità della parrocchiale di quest’ultimo borgo, mi fermo ad osservare il fondovalle. L’umidità lasciata dal temporale si è trasformata in nebbia che attende di evaporare sotto la calda luce del sole. Riparto, dopo una breve discesa, inizia la parte finale della salita alla Madonna della Neve, un erta brBione(MadonnadellaNevedaAgnosine)eve ma intensa; poco meno di un chilometro al 9% con strappi oltre il 15%. In totale la salita dalla rotonda fuori Agnosine misura 4km con pendenza media del 3,7%. Giunto sulla sommità la vista si apre sulle montagne alle spalle di Mura, mi fermo e scatto qualche foto all’incantevole panorama. Oggi il blu cobalto del cielo, l’intenso verde dei prati e dei boschi sono esaltati dalla luce del sole ancora basso sull’orizzonte.

Riparto, mi attende la parte più incantevole del giro odierno; dopo la ripida discesa mi trovo a Casto, oltrepasso la piazza principale, svolto a sinistra seguendo le indicazioni per la frazione di Alone ed il parco delle Fucine. AloneQuest’ultimo è una nota meta di ferrate per rocciatori e di angusti sentieri per escursionisti. Io, in bicicletta, mi accontento della strada asfaltata, ma i panorami sono decisamente suggestivi anche così. Sono 4km di salita molto regolare con una pendenza media del 5,6%. Con un buon allenamento la si può affrontare godendosi pienamente la vista delle montagne senza mai andare fuori soglia. Dopo 1,8km di salita il bivio per valle Duppo sulla destra. Lo prenderò al ritorno, ora salgo diritto verso il paese. La strada asfaltata termina nell’antico borgo in una sorta di slargo da cui partono numerosi viottoli e sottoportici. È giunta l’ora della barretta, mi fermo scatto una foto e mangio. Riparto, sulla prima curva all’uscita del paese mi arresto per contemplare l’ampio panorama; poi via fino al bivio per valle Duppo e stavolta giro a sinistra arrivando dall’opposto lato.

Valle Duppo si presenta subito, un centinaio di metri su cementata molto rovinata e con pendenze vicine al 10%. Finalmente il cemento si fa meno rugoso, nel contempo la strada si inerpica ancor più verso il bosco, con l’arrivo del tratto asfaltato la percentuale cresce ancora e si assesta abbondantemente sopra il 12%.Duppo Inizia il bosco, il paesaggio è fiabesco, lungo questi tre chilometri non si scorge traccia dell’uomo, niente case o rifugi: nulla, solo prati, alberi, arbusti e fiori. Proseguo, la pendenza continua a salire, prima Duppo13dello scollinamento arriverò a leggere anche 20% per un paio di secondi. Il paesaggio, i profumi, il silenzio valgono tutta la fatica che si fa per giungere al falsopiano. Svolto a destra seguendo un piccolo cartello in legno per mtb con indicazione per Lodrino. La salita è ormai alle spalle, inizia adesso un magnifico toboga nel bosco, qua e là si intravedono i monti alle spalle di Lodrino con le loro vette aguzze e gli scoscesi pendii rocciosi.

Prima di immettermi sulla provinciale di Lodrino l’incontro con due simpDuppo17atici asinelli, che pacificamente pascolano a bordo strada, mi fa sorridere. Penso che un regista occulto abbia disegnato questo finale, per rendermi ancor più soddisfatto. Prima di rientrare sull’asfalto liscio della provinciale, un’ultima corta rampa su fondo di pietre. Sono a Lodrino, da qui a casa è solo discesa. Sono le nove e trentacinque e se voglio arrivare per le dieci e mezza non c’è più tempo per guardarsi intorno. In meno di dieci minuti sono a Brozzo in val Trompia, da qui bisogna spingere e così faccio. Venti chilometri di noiosissimo falsopiano in discesa da terminare il prima possibile. Sono le dieci e ventitré e di fronte ho il cancello di casa, missione compiuta. Anche oggi giorno di Pasqua, dedicato ai conviviali piaceri con parenti, sono riuscito ad inventarmi un giro dalle inebrianti sensazioni.

Ulteriori dettagli tecnici su: Cicloturisti!@Coste,Bione,Alone,ValleDuppo

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