Gavia, Mortirolo (da Grosio)

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Vorrei iniziare proprio da qui, dalla gita per antonomasia che rappresenta in toto lo spirito di Cicloturisti.

E’ il 29 agosto 2015, si parte in auto alla volta di Ponte di Legno. Siamo io e Carlo, giunti agli impianti di risalita di Temù parcheggiamo ed alle 8.20 siamo pronti per partire per un giro tanto impegnativo quanto gratificante. Ci sono 12°C il cielo è terso, nemmeno una nuvola. Climaticamente i presupposti per una giornata indimenticabile ci sono tutti. Sulla condizione fisica qualche dubbio Carlo lo nutre: settimana scorsa era salito con il team, ma una giornata decisamente no gli aveva impedito di arrivare in vetta al Gavia. Si inizia a pedalare, senza nessuna fretta, consci che con un meteo così la cosa più importante sarà riuscire a godere appieno dei panorami incantevoli che la montagna ci saprà donare. Ed è proprio così che, tra una chiacchera e l’altra, siamo già al tratto duro, usciamo dal bosco e il cielo limpido fa si che io inizi a scattare fotografie all’impazzata: il fondo valle, Ponte di Legno, il ghiacciaio dell’Adamello, Punta di Pietra Rossa.

Usciamo dalla galleria e l’intensità cromatica del lago Nero è sorprendente.

Ci fermiamo al rifugio e finalmente guardiamo il cronometro, giusto per capire che non sarò mai al lago (di Garda) per le 16.00 come avevo preannunciato alla famiglia, ma poco importa, basta un wapp per avvisare che questa giornata in alta montagna ce la vogliamo vivere fino in fondo. L’espressione soddisfatta dei nostri volti sotto al cartello passo Gavia denota, non solo la soddisfazione per la vetta raggiunta, ma anche la bontà del panino con il salame! Nel frattempo la temperatura è salita, ci sono 22°C anche qui, e lo spolverino per la discesa non serve, ci fermiamo un paio di volte per qualche scatto al Lago Bianco, alla Punta S.Matteo ed alla Valfurva.

 

Attraversiamo Bormio ed iniziamo la lunga discesa della Valtellina che ci porterà fino a Grosio per attaccare il Mortirolo da un versante ‘più dolce’. Come sempre accade nelle ampie vallate alpine una forte corrente termica ci presenta il conto soffiandoci in faccia. Oltrepassato Sondalo decidiamo che è il caso di mangiare un altro panino al bar, tutto sommato è l’una del pomeriggio e la pausa pranzo ci sta tutta. Si riparte ed al chilometro 70 inizia il Mortirolo (da Grosio): una piacevolissima sorpresa! Il paesaggio è decisamente diverso da quello noioso e monotono del versante di Mazzo. Da subito si entra in un bellissimo bosco che ripara dall’arsura del sole, la salita è impegnativa, ma mai impossibile. Dopo i 1.100m (s.l.m.) la strada inizia ad attraversare i primi pascoli con le malghe, che sono perlopiù trasformate in baite per le vacanze. La strada si incattivisce e ogni chilometro presenta il suo tratto con pendenze tra il 10% e il 17%.

Intorno al settimo chilometro incontriamo l’ennesima rampa: ognuno prende il suo passo. Poco più avanti decido di fermarmi e fare una fotografia: quella gita che settimana prima era rimasta un’incompiuta, ora, sta per concretizzarsi nella splendida cornice di una giornata baciata dal sole.

Ci separiamo nuovamente ognuno sale al suo ritmo e ci ritroviamo in vetta. Sono le 15.30 davanti a noi la discesa verso Monno e la nuova ciclabile che dall’uscita di Incudine porta fino agli impianti di Temù, per me un insperata sorpresa, che ha reso molto più divertente il rientro. Una ciclovia che costeggiando, nel bosco, il fiume Oglio ed attraversando un bellissimo allevamento di cavalli giunge agli impianti di sci. Sono quasi le 17.00 ed è tempo di ritornare a casa: con poche energie nei muscoli, ma con gli occhi gonfi di meravigliosi paesaggi e lo spirito consapevole di aver vissuto una giornata indimenticabile. Grazie Carlo.

P.s. Per i noiosi dati tecnici del giro:  Gavia e Mortirolo(Grosio)

 

 

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