Monte Tesio pasquale

È il primo aprile, domenica di Pasqua, anche quest’anno mi voglio regalare un piccolo giro. Ore 6.19 parto alla volta del colle Sant’Eusebio, la temperatura è ancora rigida. In città il gps segna 8°C che rapidamente scendono a 3°C non appena inizio la salita all’uscita del paese di Nave. Il cielo è ancora buio, dopo Caino inizia ad albeggiare, verso oriente si intravedono ancora nuvoloni bassi che copriranno il sorgere del sole, al contrario ad occidente il cielo sembra terso. La prima sorpresa è al penultimo tornante oltrepassato il quale la strada volge di nuovo verso est e sopra le montagne si intravede la luna quasi piena che volge al desio. Meravigliosa! Subito la mente corre a René Magritte, il mio surrealista onirico preferito, ai suoi paesaggi notturni con la luna che spicca nel cielo blu come volesse uscire dalla tela.

Non posso che fermare la bicicletta e cercare di catturare quest’immagine con il mio telefono, già così il giro di oggi è riuscito! Una vista, un paesaggio, una foto che da sola vale la partenza prima dell’alba. Rimonto in sella, la temperatura è scesa a 1°C, quasi non la sento: sarà colpa della sindrome di Stendhal! Scollino ed in vetta alle Coste il panorama verso oriente è di quelli rari a vedersi!

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L’aria gelida e cristallina dona alla vallata di Vallio una colorazione inusuale. Il monte Baldo, sulla sinistra, svetta con il suo abbagliante bianco candore da dietro  le vicine colline. La neve è caduta copiosa sopra i 1.200 metri per tutta la giornata di ieri e stamattina se ne godono i piacevoli effetti visivi. Riparto lesto e scendo verso Vallio, i primi tre chilometri sono ripidi e gelidi, poi, fortunatamente, le dolci pendenze che conducono fino a Gavardo mi consentono di pedalare e generare nuovo calore per riscaldarmi. Gavardo, fine discesa, inizio salita e zero pianura, proprio come piace a me. Inizia il Tesio, la salita che dal paese conduce verso Serle prende il nome dall’omonimo monte e frazione abitata. Un’erta che incute rispetto e timore a molti ciclisti a causa della sua pendenza in doppia cifra e talvolta sopra il 20%. Oggi la affronto con tutta la calma possibile, con queste temperature fare dei fuori soglia per me significherebbe bronchite assicurata!MonteTesio

Il Monte Tesio non arriva a cinque chilometri di lunghezza con una media prossima al 10%, ma questo non deve ingannare. Appena si svolta a destra ci si trova davanti una strada che per quasi due chilometri non scende mai sotto il 14% sfiorando più volte il 20%. Lunghi rettilinei caratterizzano questa parte, il cielo è azzurro ed anche verso est le nuvole si stanno diradando, segno che a breve il sole riscalderà il monte donandogli colorazioni meravigliose.

Dopo i primi due chilometri la strada spiana un poco, giusto il tempo di un sorso d’acqua e parte la prima scala, circa duecento metri  al 17% seguiti da altri trecento più facili intorno a 8%. Una piccola discesa consente un’altra bevuta e mi porta alla seconda temibile scala. Lì, davanti a me, un “drittone” di cinquecento metri, la prima metà più semplice intorno a 14% poi una finta pausa di qualche decina di metri a 10% ed infine una sorta di crescendo che culmina in una gobba in cui si vede comparire il numero 24 nel riquadro della pendenza del gps. Oltrepassata indenne la schiena d’asino la strada si assesta su pendenze più ragionevoli tra 7% e 10%. Inoltre si inizia a percepire il cambio di paesaggio, sono entrato ormai nell’altopiano delle Cariadeghe (il Lido) anche se dal versante opposto rispetto a quello che percorro solitamente. Il sole si è alzato ed alla mia destra, al di là dei rami ancora spogli del bosco, vedo distintamente il lago di Garda, riconosco la sagoma tozza della rocca di Manerba, peccato il forte controluce non consenta di fare una fotografia di questo spettacolo. Non mi ero mai accorto che si potesse vedere il lago durante la salita, forse perché l’ho sempre percorsa con le piante già ricolme di foglie, forse perché troppo concentrato nell’ascesa. Entrato nel bosco la strada spiana completamente e per un centinaio di metri è di nuovo discesa.

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Al termine un paio di tornanti riprendono a salire, dopo il terzo il bivio: a destra monte Tesio, a sinistra Serle. Svolto a destra e proseguo ancora per poco meno di un chilometro fino alla fine della strada asfaltata. La salita è dolce, i paesaggi incredibili, la luce del sole filtra tra i rami ancora spogli del bosco illuminando le doline delle Cariadeghe.

Giro la bicicletta, mi fermo e scatto numerose fotografie alle doline, ai verdissimi muschi, ai tronchi ancora spogli degli alberi, qualche minuto di sosta per godere appieno della Natura incontaminata. Riparto, mi ricollego alla strada che porta a Serle, ancora poco più di un chilometro di salita con una media attorno a 8% e sono sulla cima Coppi di giornata (poco più di 700m s.l.m.). Oltrepasso l’abitato di Serle, ma in una giornata così non posso che fermarmi al solito punto panoramico per immortalare il paesaggio.

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Sono le 8.45 e come al solito devo sbrigarmi se voglio arrivare a casa in orario.Da qui è praticamente solo discesa lungo la quale ripenso alle meravigliose immagini di quest’alba appena trascorsa. Monte Tesio, nonostante le ripide rampe hai rivelato il tuo reale aspetto di affascinante bosco incontaminato!

Dettagli tecnici su Strava: HappyEaster!Coste,Tesio

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Videogallery: MonteTesio (2’58”)

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