Gravel sul Serio 2019

Vi racconto una storiella. C’era una volta, non tanto tempo fa, una ciclopedalata ghiaiosa, la BresciaGravel 2018, il Mog vi partecipò. Fu lì che durante un’approvvigionamento idrico nei pressi di Castelletto di Polpenazze, si imbattè in un trio di moschettieri a pedali: il Claudio, lo Stefano ed il Simone (pedalento). Subito nacque stima ed amicizia reciproca. Durante le ore successive il Mog rimase piacevolmente sorpreso dall’entusiasmo di Simone nei confronti del ciclismo, da quest’ultimo praticato da meno di un’anno. Terminò l’evento, ma i ragazzi continuarono a conoscersi tramite i social. Un giorno il Simone fondò un gruppo su Messenger per organizzare una “reunion” durante una pedalata sul Serio, per testare un percorso che aveva in mente. Si fissò la data: domenica 28 ottobre. Sfortunatamente Giove pluvio non fu d’accordo e decise di annaffiare abbondantemente gli argini già dal sabato. Si posticipò il giro al 1 novembre. Nel frattempo nella ciclofficina del Sergio Negri si ritrovarono il Mog ed il Simone. Quest’ultimo, entusiasta, spiegò che il progetto Gravel sul Serio era partito ed i moschettieri avrebbero testato il percorso. I nostri non fecero tempo ad arrivare al 1 novembre che Giove pluvio con l’aiuto di Eolo ruppe gli argini e spazzò via centinaia di alberi dal parco del Serio. Tutto da rifare, niente più tracce, sentieri scomparsi, detriti ovunque. Ma Zagor, il supereroe che alberga in Simone, non si perse d’animo e perseverò nella sua opera. Domenica, 31 marzo 2019, Gravel sul Serio c’è!!!

Sono le 7.40 quando parcheggio l’auto nel piazzale di Romano d/L, scarico la mia Linabatista e mi dirigo verso la Rocca, luogo di registrazione per gli iscritti. Espletate le formalità ho tempo per concedermi un primo shooting fotografico. La partenza è alla francese tra le 7.30 e le 9.00, ma io e l’amico Sergio partiremo con Simone alle 8.30 con il gruppo ufficiale.

Finalmente arriva Sergio, è la prima volta che pedala con me, non sa ancora cosa lo attende! Sergio è di Bariano, cinque chilometri da qui, conosce e saluta molte persone nell’attesa della partenza. Finalmente dall’interno della Rocca escono sul ponte il sindaco, Simone ed il presidente di Pianura da Scoprire. Mentre le autorità parlano, Simone incrocia il mio sguardo e mi saluta calorosamente, sa che per me affrontare 115km di pianura senza nemmeno una salitella è come la kriptonite per Superman.

Simone ci raggiunge in piazza, è un poco emozionato, ma sprizza gioia da tutti i pori. Partiamo insieme e subito do un assaggio della mia pazzia in bicicletta.

Usciamo da Romano utilizzando il più possibile le ciclabili, scopro anche l’esistenza di tunnel per evitare le rotonde più grandi. A volte le ciclabili utili e intelligenti ci sono, ma siamo noi ciclisti i primi ad essere miopi. Dopo una decina di chilometri siamo finalmente sull’argine, è il momento del primo stop fotografico, con l’occasione fotografo anche Simone che era rimasto dietro di noi qualche decina di metri.

Ripartiamo, si chiacchiera, si scherza, si entra nel primo boschetto, nel primo single track, il sole sta già scaldando, se ne vanno in saccoccia gli spolverini. Giungiamo a Malpaga, transitiamo davanti al castello ed io obbligo Sergio al primo dei miei temuti e famosi “momento selfie”, Simone non si ferma e prosegue lentamente. Purtroppo, non lo ritroveremo più fino all’arrivo, dove scopriremo che è sempre rimasto avanti di non più di cinque minuti.

Ripartiamo, pochi chilometri ed il castello di Cavernago ci costringe ad una nuova fermata fotografica.

Ora rientriamo sull’argine e ci dirigiamo verso l’Oasi verde di Seriate, estremità nord della nostra ciclopedalata. Attraversiamo il Serio su un ponte ciclopedonale e ci spostiamo sulla riva occidentale, ovviamente “momento selfie”.

Ora iniziamo la lunga discesa verso Crema, tra i comuni di Cologno e Morengo mi fermo per un’altro shooting fotografico, Sergio prosegue in compagnia di due ragazzi con cui stavamo conversando.

Riparto, accelero, ma non vedo più le loro sagome all’orizzonte, poco dopo oltrepasso un folto gruppo fermo a riparare una foratura, guardo, ma non vedo la sagoma di Sergio. Continuo ancora per alcuni chilometri e nei pressi di Bariano, trovo un accesso ai ghiaioni sotto l’argine. Giro la bici e scendo sulla secca riva. Questa è la fotografia che volevo per rappresentare questo giro.

Riparto, ancora qualche chilometro e presso Mozzanica trovo Sergio fermo ad aspettarmi insieme ad altri due ciclisti, stanno finendo un panino. Gentilmente Sergio mi offre un tramezzino al prosciutto, lo mangio un po’ di fretta in quanto dicono essere lì, fermi, ad aspettarmi già da un po’. Non posso dargli torto, quando inizio a fotografare perdo la cognizione del tempo. Ripartiamo, ancora boschetti tecnici e tortuosi. Sino ad ora il percorso è stato vario alternando lunghi dritti sabbiosi, single track e rari tratti asfaltati. Dopo Mozzanica abbandoniamo l’argine per immetterci sulla ciclabile che porta a Crema. Scopriremo poi, da Simone, che le autorità gli hanno consigliato di utilizzare il più possibile le nuove ciclabili anche a discapito di tratti interessanti sull’argine. In fondo hanno ragione, alcuni tratti sono ben fatti ed una volta uniti tra loro porteranno fino a Crema, in tutta sicurezza, famiglie con bambini. Giungiamo così in città, il solito passaggio a livello ferroviario ci blocca e fa ricompattare un bel gruppetto di ciclisti. Quando le sbarre si alzano siamo una trentina a ripartire ed invadere in fila più o meno indiana il centro della città. Ovviamente “momento selfie”

Con questa ennesima fermata abbiamo perso tutti gli altri ciclisti ad eccezione del tipo che si fa il selfie mentre scatto la fotografia al campanile. Ripartiamo in tre, usciamo dalla città, oltrepassiamo il Serio su un nuovissimo ponte con tappeto di moquette e iniziamo la risalita sulla sponda orientale. Poco dopo ci affacciamo ad un canale, chiedo a Sergio quale sia il suo nome. È il canale Vacchelli! Il celeberrimo canale Vacchelli, lo percorriamo per alcune centinaia di metri e ciò mi basta per capire che andare da Spino d’Adda fino a Cremona costeggiandolo è di una noia mortale, come dice il Fabio Galli.

Si sale verso nord, ora i tratti asfaltati, quelli con il bitume granuloso solcato da anni dai trattori padani, si fanno più numerosi ed aumentano un poco la velocità media. Ad abbassarla ci pensano i sentieri sabbiosi o ghiaiosi che costeggiano gli argini ed è proprio lungo uno di questi che di fronte a me vedo l’inquadratura perfetta, quella che fermerebbe un pittore impressionista e gli farebbe aprire il cavalletto per dipingere “en plein air”.gvs033

Questa volta Sergio si è fermato con me, forse rapito anche lui dallo scenario, forse perché la stanchezza inizia a prendere possesso delle sue fibre muscolari; per lui questo è il primo giro sopra i cento chilometri del 2019. Ripartiamo, quando sugli sterrati provo ad accelerare vedo che fatica, quindi adeguo il passo e sospendo la mia parlantina. Sono già più di quattro ore che sente la mia voce ronzare come una zanzara nelle sue orecchie. Prima di lasciare l’ultimo tratto sabbioso, ci ricongiungiamo con una gruppetto di bikers, con loro arriviamo alle porte di Romano, ma l’ingresso nella piazza antistante la Rocca è in solitaria

Giunti in piazza la prima persona che vediamo, vicina ai gazebo per la firma, è lui, Simone Radavelli! Subito parte lo sfottò: “Ma non ci hai neanche aspettato!” Il tempo di firmare tutti quanti e l’organizzatore Simone mi concede un’intervista a caldo.

Alla fine sono circa 115km in 5h13′, dislivello: non pervenuto, ma chi se ne frega! Un’altra splendida giornata passata in compagnia di amici ciclisti, su un percorso che, nonostante il piattume, non è mai stato banale bensì divertente e variegato.

Grazie Simone!

Dati statistici su Strava: Cicloturisti!@ Gravel Sul Serio

2019-03-31.png

Videogallery: video integrale (4’24”)

Photogallery:

 

2 pensieri riguardo “Gravel sul Serio 2019

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